[ LO TSUNAMI TRAVAGLIO...]
Dalle reazioni del mondo politico (e non solo) non ho capito se Marco Travaglio ha detto il falso o il vero da Fabio Fazio sabato sera. Tutti chiedono la sua testa. Ricapitoliamo i fatti. Lirio Abate e Peter Gomez scrivono sul loro libro "I complici" che l'attuale presidente del Senato Renato Schifani "negli anni Ottanta è stato socio con Enrico La Loggia della società di brookeraggio assicurativo Siculabrokers assieme al futuro boss di Villabate, Nino Mandalà, poi condannato in primo grado a 8 anni per mafia e 4 per intestazione fittizia di beni, e dell’imprenditore Benny D’Agostino, poi condannato per concorso esterno in associazione mafiosa". Nel "Se li conosci li eviti" Marco Travaglio riprende questa notizia e, invitato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" a parlare del suo nuovo libro, cita questo episodio. Apriti cielo! Non riprendo le dichiarazioni degli esponenti del Pdl e del Pd ma quella dello stesso Schifani che al Tg1 di ieri sera ha detto: ""Si tratta di fatti inconsistenti o manipolati che non hanno nemmeno la dignità per generare sospetto". Che significa fatti inconsistenti o manipolati? Boh! Non mi risulta che su quei fatti ci siano state conseguenze giudiziarie. Ma quei fatti meritavano di essere conosciuti dall'opinione pubblica anche se non considerati reati? I critici di Marco Travaglio sostengono che non si può "offendere o insultare qualcuno senza che questi abbia opportunità di contraddittorio". Ma se Schifani si sentiva offeso e insultato perchè non ha querelato gli autori de "I complici" in libreria dal marzo del 2007? E che c'azzecca quel "vogliono minare il clima di dialogo e di confronto costruttivo che ha caratterizzato questo inizio di legislatura" sottolineato da Renato Schifani? Vorrei capire meglio dal presidente del Senato la sua opinione.
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La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbero state le parolacce rivolte a Marco Travaglio nella puntata di Annozero di due settimane fa. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha licenziato in tronco il suo assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi. E lui? "Ma come? Io sono stato l'unico che ha difeso il centrodestra da un complotto...Berlusconi mi ha ringraziato. Bossi mi ha detto che ho fatto bene". Scusate ma mi sono perso qualcosa? Dov'era il complotto contro il centrodestra nelle parole di Beppe Grillo? Il sottoscritto stava a Torino nel secondo V Day e non si è perso una battuta del comico genovese. Comunque la pensiamo: grande Letizia!
Mi sono perso un pò di cose in questi giorni. Mentre andava in onda Annozero, giovedì scorso, stavo tra la Campania e la Puglia. A Savignano Irpino. A patire il freddo, tra manifestanti e forze dell'ordine nell'area dove stanno preparando una nuova discarica. 1360 abitanti, se non ricordo male. Tra grano, piccole aziende agricole e quelle pale eoliche che si incontrano ai lati dell'autostrada Napoli-Bari proprio tra la Campania e la Puglia. Quasi tutto il paese al completo per una battaglia che, aihmè ho già visto combattere in questi ultimi anni a Campagna, a Serre, nel casertano, nel napoletano. La crisi rifiuti non è affatto superata e il rischio di trovare di nuovo le strade di Napoli invase di rifiuti è alto, altissimo. Ho un grande rispetto per questa gente, bellissima gente che si mobilita per difendere il suo territorio. Ha mille ragioni ma ha anche torto perchè tutte le province "hanno già dato" nel senso che sono già piene di discariche a norma e, nel napoletano e nel casertano soprattutto, di quelle dell'ecomafia. Qui tutti hanno ragione e torto, a cominciare dalle istituzioni che hanno assistito (nel migliore dei casi) allo scempio dal quale è difficilissimo uscirne. Oggi la crisi impone sacrifici per tutti. Nessuno vuole discariche e inceneritori ma tutti producono rifiuti ogni giorno. Vedete, può darsi che nei prossimi giorni salga la tensione a Napoli come è successo agli inizi di gennaio nel quartiere di Pianura. A Chiaiano che è un quartiere della periferia Nord, vicino a Scampia, si dovrebbe aprire una discarica da 700 mila tonnellate di rifiuti. Grande come quelle di Savignano Irpino e di Sant'Arcangelo Trimonte, nel beneventano, pronte nei prossimi giorni. Potrebbero far tirare un sospiro di sollievo ma ho l'impressione che i tecnici dovranno trovare ancora altri "grandi buchi". A quattro mesi dall'inizio della crisi, in fatti, a Napoli non è ancora partita la raccolta differenziata e soprattutto l'inceneritore di Acerra è ancora fermo. Devono completarlo e metterlo a regime ma non si sa ancora chi dopo l'uscita di scena dell'Impregilo e questo vuol dire che si allungheranno i tempi e che le tre nuove discariche saranno insufficienti. Di certo, la questione rifiuti in Campania sarà la prima grana che dovrà risolvere il governo di Silvio Berlusconi. Delle polemiche del dopo puntata di Annozero ne parlerò nelle prossime ore.
Ha atteso che mi svegliassi e si è addormentata per sempre tra le mie braccia. Si chiamava Babà, amava il mare come lo amo io, voleva bene a chi le voleva bene, amava senza chiedere nulla in cambio. Non volevo parlarne e soprattutto non volevo scriverne ma oggi che io, la mia famiglia, gli amici che l'hanno amata, abbiamo conosciuto il dolore per la sua scomparsa, ho deciso di renderle omaggio ricordandola pubblicamente. Come siamo fragili noi esseri umani! Le emozioni e le lacrime per un pezzo di vita che se ne va ma che resta per sempre in chi ha perso un'amica fedele.
Prima settimana della nuova era berlusconiana. I media, soprattutto quelli televisivi, sono di nuovo scesi in campo, prepotentemente, nel ballottaggio tra Gianni Alemanno e Francesco Rutelli per la guida della Capitale. Vogliono prendere Roma e il popolo della libertà sta cavalcando, alla grande, il tema dell'insicurezza con l'atroce episodio della giovane universitaria africana accoltellata e violentata davanti ad una stazione ferroviaria di Roma Nord. Ma c'è un altro tema di cui invece l'agenda politica e quella dei media fa finta di non vedere e sono le mafie. Ho quasi finito di editare il reportage sul clan dei casalesi e ospite della prossima puntata di Annozero sarà Roberto Saviano. L'autore di Gomorra è stato recentemente minacciato insieme al giudice Raffaele Cantone e alla cronista del Mattino, Rosaria Capacchione, dai capi clan della camorra casertana che hanno paura di vedersi confermati in secondo grado i 21 ergastoli e gli 844 anni di reclusione con 95 condanne per associazione camorristica del cosidetto maxi processo chiamato Spartacus. Una camorra "dimenticata" pericolosa quanto e più di quella napoletana perchè è quella che rassomiglia di più a cosa nostra, alla mafia siciliana. Una puntata senza ospiti politici ma con storie e la presenza insieme a Roberto Saviano di Franco Roberti che è il procuratore antimafia di Napoli. Dunque, accenderemo i riflettori su una realtà sconosciuta ai più, anche se il libro di Roberto ha venduto quasi un milione e mezzo di copie. Ma se faccio i nomi di Michele Zagaria e di Antonio Iovine o se vi chiedo dove si trova Casal di Principe, gran parte di voi non sa rispondere. Potenza dei media e della politica che tacciono o che nascondono queste realtà!
La sconfitta è di quelle che peseranno a lungo. E' un 11 settembre. Quei 9 punti di distanza saranno difficilmente recuperabili in tempi brevi. Siamo entrati nella terza repubblica. In un sistema bipolare e soprattutto bipartitico. Nel 1996 vinse Prodi perchè la Lega lasciò il Cavaliere. Nel 2001 vinse Berlusconi perchè Bertinotti aveva lasciato Prodi. Altri tempi, altro secolo. Essendosi semplificato il sistema politico questo rischio non c'è più. Veltroni non ha raggiunto quel 35 per cento che si auspicava. La cosidetta sinistra radicale non ha più rappresentanza in parlamento. Il partito democratico non ha sfondato al centro ma con "il voto utile" ha prosciugato la sua sinistra. E' una debacle. Bossi sfonda in tutto il Nord. La Lega compete, ormai, con il popolo della libertà e con il partito democratico. Ci sono tanti motivi per cui ha perso il centrosinistra. Il primo è che va a casa chi governa male. E il governo Prodi così è stato percepito dagli italiani. Ci sono tre milioni e mezzo di voti che separano i due schieramenti. Il temuto astensionismo non c'è stato. Si è rimasti sopra la soglia dell'80 per cento di affluenza alle urne. Dunque, giudizio più che negativo del suo operato. Il nostro è un Paese che va a destra. Una destra populista. L'unico che può dire di aver vinto tra gli sconfitti è Antonio Di Pietro con la sua Italia dei Valori. Ha quasi raddoppiato i consensi. Ha pagato la linea dura. Anche l'Udc di Casini sopravvive. Non siamo al sistema americano ma per la sinistra italiana è tempo di un profondo ripensamento. Negli uomini e nelle idee.
Se Veltroni parlasse con il popolo degli astensionisti, se cercasse il consenso non solo delle casalinghe, che pur sono importanti, ma parlasse anche con quelli che fecero vincere l'Unione nelle elezioni del 2006, forse il 15 aprile staremmo tutti meglio. Siamo, ormai, ad una settimana dal voto e non è ancora scontato l'esito di queste elezioni. Lo dicono tutti, lo avvertiamo tutti. C'è uno zoccolo duro, durissimo, che, forse, smotterà poco prima dell'apertura delle urne, come auspica dalle colonne di Repubblica Eugenio Scalfari, ma che al momento non ha nessuna voglia di sgretolarsi. Non si tratta di un elettorato marginale. Non sono i soliti qualunquisti. C'è un profondo e giustificato malessere nei confronti del centro sinistra. Hanno trenmila ragioni per avercela con Veltroni, Di Pietro e Bertinotti. Ma questo non vuol dire che fanno bene a non votare. Bisogna convincere chi dice che sono tutti uguali che sbaglia di grosso. Lo psiconano ha paura del voto, sa di dover giocare il tutto per tutto nella sua ultima campagna elettorale ( è la quinta, vecchio matusalemme della politica) e vuole vincerla a tutti i costi. La legge dice che negli ultimi giorni di campagna elettorale non si possono pubblicizzare i sondaggi. SIlvio Berlusconi se ne fotte e proprio oggi annuncia che il suo schieramento è sopra di... Nulla di nuovo dunque. E' il solito Berlusconi che se ne frega delle leggi.
A sfogliare i giornali sembrerebbe che Clemente Mastella abbia fatto cadere il governo Prodi per la sua iscrizione nel registro degli indagati nell'inchiesta Why Not avviata dal pubblico ministero di Catanzaro, Luigi De Magistris. A leggere i titoli dei pezzi sembrerebbe che il "Mastella non doveva essere indagato" sia scritto nel decreto con cui il Gip di Catanzaro ha accolto la richiesta di archiviazione della procura generale della città calabrese. Primo: Clemente Mastella ha fatto cadere Prodi dopo l'arresto della moglie Sandra Lonardo per l'inchiesta di Santa Maria Capua Vetere finita a Napoli nella quale è coinvolto anche l'ex ministro e che, al momento, procede senza nessuna archiviazione. Secondo: mi sembra difficile che il gip Tiziana Macrì possa aver scritto "Mastella non doveva essere indagato". Che il procuratore generale di Catanzaro Enzo Jannelli sostenga che mancavano assolutamente i presupposti per l'iscrizione dell'ex ministro della giustizia nel registro degli indagati è nel suo diritto ma che sia messo nero su bianco nel documento del gip non mi sembra credibile, anche perchè non mi risulta che i cronisti di Catanzaro lo abbiano letto. Il leader dell'Udeur chiede aiuto al Quirinale e parla di complotto. Voglio solo ricordare che anche il presidente del consiglio Romano Prodi è indagato e, come un qualsiasi cittadino, aspetta serenamente che si concludano le indagini, nel pieno rispetto della magistratura, convinto di essere innocente.
Capisco i tanti delusi dal centrosinistra che ha appena governato e dal Pd di Walter Veltroni. Ma avete letto le ultime minacce dello psiconano? Se le "tasse sono tra il 50 e il 60% come accade per le imprese, è giustificato mettere in atto l'elusione o l'evasione".Già una volta Silvio Berlusconi aveva promesso di ridurre le tasse. A questo giro non promette l'aliquota unica ma applaude solo agli evasori. Che le tasse siano alte non c'è dubbio ma che un candidato premier avalli l'evasione è un pericolo pubblico. Anche quello che ha detto sulle intercettazioni telefoniche è devastante: "Continuo a usare il telefonino con la più ampia libertà, ma se escono di nuovo fuori registrazioni lascio questo Paese". L'anziano leader del popolo della libertà promette di varare una legge in materia che è liberticida e giustifica i fuorilegge: "Permetteremo le intercettazioni solo per reati di terrorismo e criminalità organizzata". Il nuovo provvedimento prevederebbe "cinque anni di carcere per chi le ordina, per chi le fa e per chi le diffonde, oltre a multe salatissime per gli editori che le pubblicheranno. Alla faccia della legalità e della libertà di informare. Evidentemente permane in lui il conflitto di interesse. Perchè si dovrebbero consentire le intercettazioni solo per i reati di criminalità organizzata e di terrorismo? Perchè evitare questo strumento di indagine così importante anche per gli altri reati? Evitiamo che Silvio Berlusconi vinca le elezioni. Per favore.
C'è qualcosa che mi sfugge. L'attuale ministro della giustizia (che, quasi quasi, fa rimpiangere l'ex) ha sgridato il Csm per esser stato troppo blando nei confronti del pm Luigi De Magistris. A Luigi Scotti non è bastata la sentenza con la quale l'organo di autogoverno della magistratura ha condannato il pubblico ministero Luigi De Magistris al trasferimento da Catanzaro. Il ministro, ex magistrato "democratico", ha impugnato la sentenza davanti alle sezioni unite civili della Cassazione perchè il Csm aveva assolto il magistrato di Catanzaro dalle accuse di aver violato i suoi doveri per le fughe di notizie sulle sue inchieste, per i sospetti diffusi su superiori e colleghi, per le dichiarazioni alla stampa su complotti per fermare la sua attività e per non aver informato il suo diretto superiore di un provvedimento importante. Allucinante! Spero proprio che, in tempi brevi, la procura di Salerno che sta indagando sui fatti di Catanzaro, risponda alle questioni sollevate da codesto ministro. Ci sarà un giudice a Berlino! Intanto da Potenza arriva la notizia che sono indagati per il complotto contro la gip di Milano, Clementina Forleo, due magistrati di Brindisi e un ufficiale dei carabinieri che, secondo l'accusa, si erano messi d'accordo "per dare una lezione" alla titolare delle inchieste sulle scalate bancarie. La scomoda Clementina può tirare un sospiro di sollievo. I tre, secondo il pm di Potenza Cristina Correale, avrebbero compiuto una serie di omissioni e violazioni nell'inchiesta relativa alla morte dei genitori di Clementina Forleo, i quali prima dell'incidente automobilistico, avevano ricevuto minacce di morte e attentati. Ad Annozero, Clementina Forleo aveva detto:"Sono stata vittima di tentativi di delegittimazione e discredito da parte di soggetti istituzionali, che non appartengono al mio ufficio, e anche da appartenenti alle forze dell'ordine". Secondo la procura di Potenza costoro sono i pubblici ministeri di Brindisi Alberto Santacatterina e Antonino Negro e il tenente dei carabinieri Pasquale Ferrari. Che farà ora il Csm? Archivierà le accuse contro Clementina Forleo o procederà con il suo trasferimento da Milano?
Ormai seguo Beppe Grillo per Annozero dal V Day dell'8 settembre a Bologna. Trovo che alcune sue battaglie siano giuste. Mi piace, mi diverte sentirlo. Lo stimo ma le sue posizioni sulle elezioni politiche mi lasciano perplesso. Sabato l'ho seguito nel suo tour siciliano (Caltanissetta e Palermo) dove Sonia Alfano è capolista per gli amici di Grillo alle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale della Sicilia. Stasera vedrete Beppe Grillo ad Annozero, l'ultima puntata prima del voto del 13 e 14 aprile (torneremo in onda come al solito di giovedì, subito dopo le elezioni). A Beppe Grillo ho posto una sola domanda: decidendo di non votare alle politiche non favorisci Silvio Berlusconi? E lui: "E chi se ne frega?!". Comodo, troppo comodo. Lui in Sicilia fa votare per la Regione e in altri comuni come Roma per le comunali. La verità è che colgo in questa sua posizione una contraddizione. Il comico genovese non può dire che la vera politica si fa nei comuni o alla Regione mentre quella dei palazzi romani non conta nulla. Se sono morti a Roma, sono morti pure a Palermo, o no? Non può scendere in campo a metà. Non ho mai creduto che lui esprimesse l'antipolitica. Ma il suo dire che destra, centro e sinistra sono tutti uguali non mi convince. Si può non essere d'accordo con Veltroni o Bertinotti o Berlusconi ma allora si abbia il coraggio di presentarsi in prima persona. Io voterò anche alle politiche. E tra Veltroni e Berlusconi ho già scelto.
Il caso De Magistris è diventato un bel libro scritto da Antonio Massari che, per La Stampa, ha seguito le disavventure calabresi di questo giovane magistrato napoletano alle prese con il potere che, momentaneamente, gliel'ha fatta pagare. Il libro, edito da Aliberti editore, lo trovate già nelle librerie e se volete saperne di più leggetelo. E' scritto bene e ricostruisce le tappe dell'intricata vicenda che è costata la rimozione dalla procura di Catanzaro di Luigi De Magistris che, per fortuna, non si è ancora concretizzata. Potrete farvi un'idea da persone "ben informate" sulla profonda ingiustizia che (giustamente, a mio parere) sostiene di aver subìto il magistrato della procura di Catanzaro colpevole di non aver voluto guardare in faccia a nessuno mentre indagava sui "potenti". Il ministro che si è battuto per la sua rimozione non c'è più e non si è neanche presentato alle elezioni. Ma è una magra consolazione perchè, in realtà, Luigi De Magistris è rimasto solo. Certo, pezzi importanti della società civile, si sono battuti per lui mentre il sindacato dei magistrati lo lasciava solo come sola è stata ed è il gip di Milano, Clementina Forleo, anche lei costretta a difendersi dalle accuse dell'organo di autogoverno della magistratura, del Csm. "Come dice un mio amico ho perso ma non mi sono perso", afferma Luigi De Magistris nell'intervista esclusiva ad Antonio Massari. Luigi è un ottimista per natura. Prima o poi la procura di Salerno che è competente per le vicende di Catanzaro dirà la sua.Tutti vogliamo conoscere la verità su quanto è accaduto nel caso De Magistris.
Buona pasqua a tutti, a chi crede e a chi non crede. Io sono appeno rientrato da Casal di Principe e da San Cipriano d'Aversa. Dal cuore del clan dei casalesi, della camorra più fetente e pericolosa, sottovalutata da tutti. E questo signore che vedete nella foto è il papà di Don Peppino Diana, il parroco di Casal di Principe assassinato il 19 marzo del 1994 dalla camorra. Ha una copia di Gomorra di Roberto Saviano. E' stato proprio Roberto a chiedermi di fargli questo piacere, di portare una copia del libro sulla tomba di Don Peppino. "Un gesto simbolico", forse una fesseria ma, guardate che i gesti simbolici sono importanti da quelle parti. Roberto ha la scorta per aver scritto Gomorra. Adesso la scorta ce l'ha anche Rosaria, Rosaria Capacchione. E sono felice per lei perchè eravamo tutti preoccupati per la sua incolumità dopo le minacce pubbliche dei boss a lei, a Roberto e al pubblico ministero Raffaele Cantone. Rosaria vive e lavora a Caserta. Fa la giornalista del Mattino. E' una straordinaria cronista. La conosco da un quarto di secolo. E' facile per noi "inviati"occuparci di mafia. Possiamo anche farli incazzare i mafiosi ma noi ce ne andiamo via. Lei, invece, resta e i camorristi si incazzano quando i loro "paesani" leggono ogni giorno il Mattino e gli articoli che scrive Rosaria. Sono preoccupato perchè il clima è pesante anche se ci sono realtà straordinarie di impegno anticamorra. Martedì scorso sono stato a casa del prefetto di Napoli a vedere la seconda e ultima puntata della fiction di Rai Uno "la storia di Angela" ovvero la storia di Silvana Fucito, l'imprenditrice napoletana che si è ribellata al pizzo. C'erano tutte le istituzioni e c'era tutto il movimento antiracket di Napoli. Silvana, Tano Grasso e tutti gli altri amici commercianti e imprenditori. Spero che anche nel casertano, presto, imprenditori e commercianti si ribellino a Sandokan e al clan dei casalesi. Buona pasqua a chi si batte per la legalità. Un abbraccio a Rosaria.
Come reagiranno i precari alla battuta di Silvio Berlusconi ad una studentessa che gli chiedeva come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto, e un reddito, fisso? E lui: "Io, da padre le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere". Ma come reagite voi al cellulare che costa un milione di euro? Io sono rimasto scioccato nel vedere questa foto pubblicata su la stampa on line. Nel mondo ci sono milioni e milioni di essere umani che vivono sotto la soglia della povertà e c'è chi compra questo cellulare. Che mondo di merda!
Hanno ragione Giovanni Sartori, Roberto Saviano e Tano Grasso. Tutti e tre sollevano una questione centrale che, purtroppo, centrale non è in questa campagna elettorale: la guerra alle mafie. "Nè Tremonti nè Visco nè nessuno hanno mai davvero cercato soldi nel colossale patrimonio mafioso", scrive Sartori. E Roberto Saviano aggiunge: "La mafia è la più grande azienda italiana, il suo giro d'affari è il triplo di quello della Fiat. E' innaturale che non se ne parli in campagna elettorale". Tano Grasso che dei commercianti e imprenditori antiracket è il leader riconosciuto chiosa, parlando da Napoli: "La crisi della monnezza ha alzato il livello della tolleranza che i napoletani hanno verso i disagi e l'emergenza. Se si sopporta che la spazzatura arrivi fino al primo piano, si accetta pure il racket". Ma è alla mamma del tredicenne braccato dalla camorra dopo esser stato testimone involontario di un omicidio che fece arrestare un killer che vorrei dire di "non mollare". Lasciando la sua città, la mamma del ragazzo ha giurato che non andrà mai più a Napoli, per scelta e non solo perchè il programma di protezione impone l'immediato allontanamento della famiglia del testimone. Immagino quello che prova, ci sono parzialmente passato anch'io dopo la morte di mia cugina assassinata dalla camorra. Giurai che non mi sarei più occupato della mia città. E sono passati anni prima che tornassi a lavorarci, pensando che tutti fossero colpevoli ma non è giusto darla vinta a loro. A quelli che sanno ma non parlano. A quelli che vedono e si girano dall'altra parte. A quelli che scendono a patti con i signori della morte.